Camping Tales - Piazzola #6
Veri Campeggiatori · 22 Novembre 2011 · Commenti (1)
Continuano i racconti di Noemi Cuffia sui suoi vicini di piazzola. Siamo al quinto capitolo di "Camping tales storie da campeggio" che la scrittrice torinese realizza appositamente per questo Blog. Una famiglia di tedeschi è protagonista in questa nuova storia.
I tedeschi – Una tenda blu e rossa, ampia, disposta ad angolo sulla piazzola più luminosa e al tempo stesso più ricca di alberi su cui tirare i fili di plastica bianca per stendere. Un vasto telo si dipana infatti tra i tronchi, per aggiustare la declinazione dell’ombra, quando è necessario, ad esempio dopo pranzo, e le piante, folte ma piccole, non bastano più. Loro sono in cinque. Mamma, papà e tre figli maschi. E accanto alla grande tenda famigliare, con un tavolo sempre pieno di succhi di frutta e libri, ci sono tre piccole micro-tende gialle da uno, dove dormono i bambini, con grande divertimento. Uno è riccio, una chioma di boccoli rossicci così folta che fa tenerezza. Gli altri due sono liscissimi. Gli occhi di questa famiglia, quando ti guardano, scoprono spazi dentro la tua anima che neanche credevi di conoscere: luoghi di azzurro finissimo e celestiale, squarci di perfezione, una felicità profonda. Molto simile a quando si beve da assetati. Sanno osservare, senza mettere gli altri in imbarazzo, e per questo mi piace passare accanto alla loro tenda, con la mia bacinella di stoviglie o di frutta da lavare.
Leggono continuamente, a turno i ragazzini si spaparanzano sull’amaca, altrimenti hanno piccole sdraio dove si appollaiano come pavoni appositamente per la lettura. Per loro, è una cosa sacra. Come i pasti, il mare e il riposo. Vestono per lo più di chiaro, sono tutti e cinque very cool: resto affascinata dallo stile discreto ma curatissimo di magliette, scarpe e costumi. Quando non leggono, i bambini parlano molto, talvolta guardandosi negli occhi, altre volte guardando dritto di fronte a se per contemplare il sobrio ma emozionante panorama del campeggio. Conoscono i segreti dello spaccio dietro al bar, che vende beni primari (carta igienica, sughi in scatola, fiammiferi, ricariche per bollitori, candele profumate, pasta, fette biscottate). O meglio: sanno dov’è, mentre noi lo scopriamo solo all’ultimo, con grande disdetta. Sono svegli e curiosi, non si perdono in un bicchiere d’acqua.
La sera cenano animatamente: qualche volta scattano furiosi litigi tra bambini, subito sedati dalla mamma, anche lei piena di boccoli rossi. Alta, seria, così timida da sembrare forse un po’ troppo seria, ma gentile con lo sguardo. Il papà legge spesso un libro-mattone bevendo caffè, probabilmente contento di quello che ha costruito insieme alla moglie. Se l’apparenza non inganna: questa è una famiglia felice.
Categoria: Esperienze

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